LA FORMAZIONE DEL APOSTOLO

Essere Paolino

È molto utile cominciare la descrizione sulla formazione all’ interno dei Paolini con qualcuna indicazione del fondatore riguardo alla stessa:

“Tutta l’educazione che si dà nell'istituto è indirizzata alla formazione della personalità paolina, come all’opposto si elimina ogni elemento nocivo o inutile... È però grave impegno di tendere al ‘vivit vero in me Christus"

 (Giacomo Alberione in Ut Perfectus sit homo Dei: II, 193.)

L’obbiettivo della formazione nella Societá San Paolo è la di “guidare la persona (il seminarista) al suo pieno sviluppo, affinché diventi capace di rispondere alla propria vocazione. In ciascuna delle sue tappe, la formazione dovrà essere graduale, integrale ed aperta”

(Constituzioni SSP, art. 89).

“La formazione verrà perciò ordinata in modo che Gesù Cristo divino Maestro sia da noi sempre meglio conosciuto, amato ed imitato”

(Ibid., art. 90).

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L’aspirantato

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  1. L’aspirantato inizia con l’integrazione del candidato in una comunità, dove approfondirà le ragioni autentiche della propria risposta alla chiamata; sarà avviato progressivamente dal maestro alla preghiera personale e comunitaria, all’amore per la Chiesa e per l’Istituto, allo spirito e all'apostolato paolino

  2. (cf Ratio formationis 192. 193. Documenti del Capitolo Generale Speciale 586).

Il postulato

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  1.  

  2. Il postulato è un periodo di accertamento sulle attitudini e sulla vocazione del candidato, che permette di verificare il grado di cultura religiosa e all'occorrenza di completarla (Cost., art. 100).

  3.  

    La durata del postulato sarà al massimo di due anni. Al suo termine, la persona presenti per iscritto una petizione nella quale manifesta la propria volontà di essere ammessi al noviziato (Ibid., 101.1, 101.4).

Il noviziato

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  1. Il noviziato ha lo scopo de far conoscere al novizio le esigenze essenziali della vita religiosa, di introdurlo alla pratica dei consigli evangelici, di avviarlo all’attività apostolica della comunità, di ofrire alla congregazione la posibilità di conoscere la idoneità del novizio.

  2. La sua durata è di dodici mesi, da trascorrere nella stessa comunità. Terminato il noviziato, il novizio se si considera idoneo sia ammeso alla professione; se no, lo si dimetta

  3. (Cost., art. 103. 112. 118).

Il Juniorato

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  1. Per juniorato s’intende il periodo de formazione chi segue il noviziato e precede la professione perpetua. Ha lo scopo di condurre i professi temporali a una piena maturità, approfondendo e abbracciando tutte le componenti della formazione. Con la professione perpetua il religioso si incorpora definitivamente nella congregazione (Cost., art. 125. 143).

  2. I paolini candidati agli ordini sacri possono accedervi solo dopo aver emesso la professione perpetua, e accertata la loro idoneità da parte dei rispettivi superiori (Cost., art. 153).

La formazione non è mai compiuta: non finisce con la professione perpetua; non cessa mai l’impegno di un continuo rinnovamento e progresso in tutti i campi

(Cost., art. 156).